LA TERRA NON RESPIRA PIÙ

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Madre terra non respira più…
ed io mi sento un poeta “maledetto”
quando la morale umana si frantuma in mille pezzi,
quando la vita gioca a carte con la morte,
una sporca partita per quattro spiccioli d’eternità.
C’è crisi di valori con forti risvolti esistenziali
la terra non respira più…e noi paghiamo.
E nonostante tutto,
si affaccia dalla finestra dell’ipocrisia:
la logica fredda e distaccata,
che grida errate spiegazioni
e lascia insoddisfatte
le domande più pressanti…
e le istanze fondamentali dello spirito.
Maledetto inutile potere
che ignora il tormento interiore dell’uomo,
indossando l’abito dell’arido razionalismo
e sopprimendo gli impulsi più reconditi dell’animo.
La terra non respira più…
e non ce ne accorgiamo,
poveri cristi anche noi…
nei nostri aspetti banali e quotidiani:
il lavoro, il pane e i bambini,
i pomeriggi deserti della domenica,
le giornate grigie di pioggia,
le corsie bianche degli ospedali,
le mura domestiche delle case di provincia.
La terra non respira più…
sta male… ci tiene e non ci butta giù;
in fondo la vita è un soffio,
una scrollata, un’onda, e tutto è finito…
perché gli uomini non l’hanno capito!
Nel petto umano felice, il mondo si respira,
il tempo si respira…l’anima respira!
La terra ha un fiato e sta diventando l’ultimo…
ed io poeta infelice raccolgo
quel po’ di aria e di vita che è rimasta
per viottoli e per campi…e la conservo
fra le mie parole…
e il silenzio della mia preghiera.


Teresa Averta

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