FUOCO D’AMORE

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Santa Teresa, Tu hai detto: “Dio mi ha dato la grazia di piacere a chiunque”.
E così è stato…Come da una fonte limpidissima non sgorgano che limpidi ruscelli, così di un’anima in grazia: le tue opere, la tua poesia, la tua preghiera riescono assai grate agli occhi di Dio e degli uomini, perché procedenti da quella fonte di vita nella quale essa è piantata come un albero, e fuor dalla quale non avrebbe né freschezza né fecondità. Quando l’umanità è contaminata dal soprannaturale…tutto diventa meraviglia e santità… Teresa tu che sei stata, scrittrice di architetture dell’anima, tu che sei stata cuore palpitante e amante appassionata di Gesù…proteggici in questo mondo senza più Dio. Tu che hai fatto della Preghiera un’«analisi del sé» di vertiginosa lucidità, penetrando negli abissi dell’anima con intelletto vigile, capace di discernimento acuminato non meno che di vigoroso realismo: «Volesse Iddio che temessimo soltanto quel che è da temere, persuadendoci che può farci più danno un solo peccato veniale che non tutto l’inferno messo insieme, il che è la pura verità. Santa Teresa sei stata la più appassionata amanuense di una lunga, gelosa, divina lettera d’amore…quella fra te e Dio. Molti hanno scritto di questo «cor di foco», fai che oggi tutti, ma soprattutto chi scrive e parla di Dio al mondo somigli un po’ a te… abbia il tuo stesso Cuore. E quando la scena della vita finisce, le parole rimangono nell’aria come azioni. Nasce “una vocina nell’anima” che parla anche a noi, è giunto il tempo di bandire dalla nostra mente certe idee sulla vita, o sulla morte, dobbiamo cedere di colpo e inaspettatamente il passo a una fede, magari di natura fragile ma insistente. Quella fede che ci porterà lassù, nella città che ignoriamo ma di cui conosciamo il nome, quel Cielo prepotente e innamorato che ci aspetta, per toglierci ogni pena: per liberarci dalla fatica, dall’odio, dagli spaventi della notte… sentiremo ancora quel sussurro di vento leggero, un impulso irragionevole che ci indurrà ad entrare, e resteremo sbalorditi…davanti a quella porta…la porta della Misericordia…ma forse quella porta siamo noi…

Teresa Averta

 

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