ERI TU, SAGGEZZA

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La tua saggezza lentamente camminava
appoggiata al bastone rovinato della vecchiaia.

Com’eri bella con quello scialle
sulle tue curve e affaticate spalle…

due sandali neri ai piedi portavi,
caviglie gonfie e fatica sopportavi.

I tuoi capelli bianco neve
legati da una treccia di pensieri,

il tempo allungava e spettinava
e una lacrima sul viso ti scendeva.

Su quel vecchio sgabello impolverato
un trono di ricordi ormai passato,

intorno a te silenzio incomprensibile
e un lontano grido indecifrabile.

Era il rumore di pensieri…
forse la voce di una stella…

sul cielo terso, si perse il canto
di una sperduta rondinella.

Sola e impaurita Dio pregavi
che non finisse il giorno… imploravi!

La vecchiaia è luce che finisce
e come ombra muta appassisce,

quando la notte con il suo manto vellutato
inghiottisce sogni e passato.

Tra le stelle in lontananza…
la nostalgia del cielo, una speranza…

mentre passeggio fra i pensieri
giuro di aver visto una presenza

eri Tu saggezza, ed io bambina…
dietro la finestra della mia esperienza.

Che ferma davanti ai vetri stavi
e attimi di vita respiravi…

sorridevi e mi guardavi…con amore
ti guardavo e morivo…nel cuore.

Teresa Averta

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