QUELLA STRANA INQUIETUDINE

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Avevo preso l’abitudine

di andarmi a sedere la sera, sugli scogli,

specie quando il mare era agitato.

Mi piaceva sentire l’odore del mare…

E bagnarmi con le gocce di sale

che schizzavano da quelle onde gigantesche.

La luna come un amante mi scrutava

sembrava spogliarmi dalla mia solitudine,

provavo uno strano piacere

e sentivo il tumulto del mondo.

I miei occhi si emozionavano

a guardare quell’incanto di flutti e sensazioni

e le lacrime mi scendevano sul viso.

Dio come godevo con passione,

giungevo al punto di sostenere l’estasi

Ed ero turbata dall’inquietudine di perderla.

Teresa Averta

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