QUANDO LA CALABRIA VA OLTRE I CONFINI

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DAVIDE MANCA, trentaquattro anni -2 agosto 1982- nasce in Calabria, di origini Vibonesi e vive attualmente a Roma.
“Direttore della fotografia”, anzi lui preferisce essere piuttosto definito“Autore della fotografia cinematografica”, “Autore” vale a dire, infatti, libero ingegno creatore, della “foto-grafia” cioè dello “scrivere con la luce”, si è Diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.
Ha diretto il Film Nastro d’Argento “Et in terra pax” di M. Botrugno e D. Coluccini, e il Film “Wacth them fall” di K. Tassin ed è stato direttore di fotografia di tanti altri progetti.
E ora, infine, è anche il bravissimo Direttore artistico della rivista di cinema Fabrique du Cinéma.
La passione per la luce, nasce sin da bambino; è sempre stato incuriosito dalle molteplici potenzialità della luce, dal suo potere di far vedere i colori e dalla sua magia che fa emozionare al tramonto o all’alba. Il suo talento si traccia, così, ben presto, sulla strada di luci e riflettori, per i proiettori specialmente, e poi per il cinema inteso come Raccontare per Immagini.
Allievo alla scuola di Oliviero Toscani prima, e di Giuseppe Rotunno poi, riesce ad affinare una tecnica e una cultura cinematografica molto ampia. Che gli ha permesso di emergere presto ed esordire alla fotografia per lungometraggio a soli ventisei anni.
Unisce la lezione della cinematografia classica con l’esuberanza della fotografia pubblicitaria. Esordisce come direttore della fotografia nel mondo dei videoclip musicali e cura alcuni format di MTV Italia fino a firmare la fotografia del suo primo lungometraggio Et in Terra Pax, il suo esordio nel campo della cinematografia.
Che viene presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, e vince il nastro d’argento. Continua la sua avventura cinematografica con il film francese girato in Bulgaria nel 2014 con protagonista Gerarde Depardieu, ancora i tre documentari di Walter Veltroni e la serie tv di Sky “I delitti del Barlume”.
Con curiosità e impegno inesauribili, si dedica da anni all’esplorazione del mondo del cinema e delle serie TV: spazio all’informazione, alle recensioni, all’approfondimento e all’analisi, ma anche e soprattutto al divertimento e alla passione.
Oggi, Davide Manca, un giovane talento calabrese, città di origine Vibo Valentia, è diventato uno dei d.o.p. (director of photography) emergenti più importanti del panorama italiano.
Un giovane che usa l’intelligenza per capire il senso della storia che lo circonda, lotta per il suo lavoro e non si arrende, superando con l’ingegno della narrazione, le difficoltà negli impegni faticosi ma anche fruttuosi della produzione.
Il suo genere preferito è il cinema sociale, quel genere che gli permette di fare un mestiere che può salvare delle vite, senza essere eccessivamente celebrativo, ed è convinto che il cinema sia una grande arma di pensiero che può influire fortemente sulla coscienza e la formazione degli individui.
Il suo film preferito coincide con il suo regista preferito: è “Il Caso Mattei” di Francesco Rosi, uno dei più grandi registi al mondo, che ha fatto da scuola a molti talenti internazionali.
Ha girato a New York con Kristoph Tassin e Marco Bocci per il film “Wacth them fall”, un film fantastico, con riprese in tre continenti. Lui stesso lo definisce ”un viaggio psichedelico nell’esistenza di un fotoreporter di guerra tra la vita e la morte.” In Italia, poi, con David Petrucci ha girato il film “Hope Lost”. Due film in inglese.
Questo film appunto in lingua inglese gli ha permesso di essere notato da una produzione internazionale che l’ha arruolato per fotografare ben due film con attori Hollywoodiani (Rutger Hauer, Danny Glover, Misha Barton, Danny Trejo, Michel Madsen) per il mercato internazionale e quindi in lingua inglese ma diretti da registi italiani: Alessandro Capone e David Petrucci.
Oggi Davide, artista nel campo cinematografico, ed emblema vivente dei giovani talentuosi calabresi, è anche il Direttore artistico della rivista di cinema “Fabrique du Cinéma” -come dicevo all’inizio dell’articolo- quella che lui chiama la sua creatura, e che ha bisogno di attenzioni ogni giorno.
Fabrique du Cinéma è la piu’ grande community dei giovani cineasti italiani, è nata come un appuntamento tra tecnici e autori, un meeting point, dove discutere di nuovi progetti, conoscersi e formare nuove squadre con la malsana idea di “rivoluzionare” il cinema italiano.
Una realtà che apre all’innovazione e soprattutto punta alla formazione, intesa come valorizzazione delle nuove generazioni di sceneggiatori, registi, tecnici ecc., che stentano a farsi strada in un sistema in cui la burocrazia rallenta di molto il cammino di giovani volenterosi e dotati.
E credo proprio che ci riusciranno… questi meravigliosi giovani bravi, caparbi e coraggiosi.
In Calabria siamo teste dure, e se dovessi usare un aforisma, direi: “A testa tosta rumpi a porta di sogni”.
“La testa dura rompe la porta dei sogni”, apre alla realizzazione dei propri desideri.
Direi che Davide l’ha sfondata la sua porta… e ora è in cammino verso cieli e mondi nuovi da esplorare.
Teresa Averta

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