UN MENESTRELLO INCOSCIENTE

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Quel menestrello, quel menestrello
avea la luna al posto del cervello…
un giorno poetava e l’altro recitava
e il giorno dopo la parola difettava.
Sì, perché il nostro fido menestrello
svolazzava come un destro uccello.
A tutti si mostrava gagliardo e saputello
era l’eroe di quel grande castello.
Di notte era amante seducente
di giorno, il sol bruciava la sua mente.
Era sempre al castello, a favellare
e i nobili sciocchi lo stavan ad ascoltare.
Sembrava alta la sua prosopopea
ma ogni tanto il mandolino si rompea.
Non era colpa sua, povero figlio
e a molti parea un candido giglio.
Le cortigiane mostravan tutto e anche le tette
per aver un suo cenno, facean le civette.
Quel menestrello, quel menestrello
per mettersi in mostra, di tutto facea…
ma ormai era l’alba e il sole splendea.
Mentre facea l’ultima serenata
il fato volle una giornata sfortunata,
dal cielo un raggio di sole lo colpì
e presto, presto il suo volto coprì.
Dall’alto del castello s’affacciò la principessa
che di bellezza e di cuore ne avea una ricchezza.
-Che fai Menestrello? Perché ti sei venduto?-
-E ora ti nascondi o vile sprovveduto! –
-Perdonate principessa non sono venduto
è che sono solo, un poco, sfortunato.
-a me non pare. Mi sembri solo un po’ rincoglionito.
-si principessa mia, qualche volta faccio voli pindarici
e sbatto con la fantasia.
-io ti sbatterei in prigione e ti farei mangiare dai leoni
e sarebbero sempre, quelli che tu chiami amiconi.
-ma visto che sei ingenuo e presuntuoso
non sei all’altezza di essere mio sposo
-ti ho visto, per tante donne, cantare e poetare
ma hai sciupato il tempo senza amare.
-Principessa mia, non ho il tempo sprecato
è che, mi piace tanto essere adulato.
-perfetto ora ti allontano per qualche mese,
sai come bello andare a quel paese!
-sei stato un menestrello incosciente
e ricorda: -chi Ama davvero non mente. –


Teresa Averta

-tratto dai testi “Musical Stupendella”
di Teresa Averta

 
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