SENZA CROCE E SENZA NOME

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ODE A Lev Tolstoj
(a Lev Tolstoj con degna ammirazione)

Scrivevo fiumi di parole terse
e attraversavo l’anime smarrite,
quando fiorente la mia gioventù fuggiva
il core ardea del fuoco che bruciavo

nei fogli sparsi del mio spirto vivo
l’ombra dell’uomo lieta conoscevo
tra guerra e pace e sonni inquieti
placai l’ostilità e il male
e con la penna fermai il sangue.

Guardavo il mondo…
che correa allo sfacelo
Tutto è delirio! Pensai
Ogni punizione è criminale!
eppur non restai in compagnia dell’ore…
affrontai la violenza in faccia
sull’orlo di un burrone.

Sciocco fui, a vestirmi di scettro e di virtù
a seguir passo e pensiero i tristi avvenimenti
come se l’uomo mi guardò piangente
contro di me il fato pose l’accento.

Sperai che l’anima rapisse il tempo
per anelare speme e storia eterna
la morte mi trascinò silenziosa e muta:
io pien di tutto e ignudo
fui inchiodato alla memoria.

Da briciole di luce, fui infiammato,
non vero sole di giustizia
gettai nel fuoco il lastricato amore
io sola erba,
senza croce e senza nome.

Teresa Averta
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