LE FAVOLE DI TERESA

Oggi è necessario leggere, continuare a leggere, e riuscire a raccontare la fiaba, soprattutto perché siamo in una grande emergenza educativa.
Si deve cercare di non uniformarsi a discorsi astratti che ci vengono trasmessi dalla tecnologia, propinati dai social network, come “istruzioni per l’uso” su cosa bisogna fare o su come comportarsi, ma bisogna leggere, conoscere e raccontare. Leggere e imparare. Leggere e sognare.
La fiaba e la favola si rivelano evocatrici della realtà totale d’interesse anche per l’adulto: si ritorna al rito della fiaba raccontata prima di andare a letto, rito atteso dal bambino sia per l’interesse della storia, sia per il desiderio di volere la presenza dell’adulto vicino a sé.
Le fiabe “i faravuli” educano alla convenienza della gratuità, all’avventura educativa, e al dono supremo che è poi la vita.
La novità della mia scrittura è raccontare in fiabe e favole, e anche in poesia, la terra di Calabria.
Mi piace scrivere e raccontare favole originali e geolocalizzarle, ossia ambientarle nella regione calabra, un meraviglioso viaggio nella cultura contemporanea del nostro paese.
Questo è il messaggio forte che intendo lanciare al mondo dei bambini e anche degli adulti, attraverso la fiaba di “STUPENDELLA” e alle MEMORIE DI UNA PRINCIPESSA raccolta dei canti poetici dell’omonima principessa calabrese.
La peculiarità di questi racconti di “matrice calabrese”, è che contengono storia e ambienti culturali che ci appartengono e mirano a farne conoscere la storia, le memorie dei nostri padri, la vita del passato e le gesta di eroi dell’antichità, che hanno fatto la gloria delle nostre importanti città che appartengono alla meravigliosa Calabria.

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