NOTE STONATE

Piano-Bar-4

Che musica triste nell’aria
inquinata da nuvole nere.
Note stonate e capelli arruffati
se di notte ci alziamo
e brancoliamo nel buio
cercando un po’ di luce.
Ecco… a volte siamo così anche di giorno.
apparentemente camminiamo sicuri e disinvolti
ma dentro di noi arranchiamo come gli zombie!
Siamo fragili, indecisi, non sappiamo mai che musica suonare.
Cembali tintinnanti di vuoto e scarsità.
Siamo Strani fantasmi senz’anima,
a volte fate o folletti abbozziamo sorrisi,
a volte mostri e streghe mostriamo il dente avvelenato.
Siamo strani.
Note stonate,
che non riescono ad incastrarsi bene
nel pentagramma della sacra esistenza.
Sempre in bilico, barcollanti
vomitiamo tensione, rabbia e incoerenza.
Quanti strumenti scordati,
quante note stonate nel concerto della grande vita universale,
a causa di tale inconsapevolezza!
Quante occasioni mancate,
quanta bellezza sprecata,
quanto amore dissipato
pensando che non c’è musica per tutti.
Basterebbe poco, imparare a suonare
il proprio strumento: la musica dell’anima.
Rinnovare quello che ci sta intorno,
aggiungere un tocco di colore,
un sapore speziato ad un’armonia grigia e statica,
essere “l’inaspettato” che sconvolge l’esistenza.
Essere profeti della stonatura rigeneratrice
Della dissonanza feconda.
Una vocazione molto nobile, non c’è che dire.
Però che fatica non essere sempre
a proprio agio nella partitura del mondo…
e pur credendo di essere note superlative,
finiamo per essere note stonate che con tonfo
massacrante, rompono gli equilibri
e distruggono l’armonia dell’universo.

Teresa Averta

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