L’ULTIMO

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Uomo schizofrenico
autistico per professione,
in maschera melanconica,
attendo seria condanna biblica.
Accusato di cuore acrobatico
battito veloce e vita sempre in bilico.
Poeta gigantesco nella mia minuta sagoma
con ali d’aquila, son pronto a solcare il cielo.
Filosofo sospeso tra genio e follia,
narcisista masochista di un ego in avaria,
che si moltiplica ma poi si punisce
e negandosi così si tradisce.
La poesia come l’arte,
è la confessione che la vita non basta
per rendere giustizia ad ogni costo,
a una mente eccelsa e a un cuore malato
di nostalgia dell’infinito.
In mancanza di cieli a cui far ritorno,
affondo pensieri nel mio volto scarno…
non resta che scrivere e abitare le pagine,
di questo mio sacro regno fatto di ruggine.
Sono nudo e pazzo
perché della vita ho amato l’attimo,
pur di assaggiare un pezzo di verità
voglio essere l’ultimo.

Teresa Averta

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