PAESE MIO…

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(Dedicata a tutti i Vibonesi e a coloro che amano la nostra città)

Odo antichi rintocchi di campane
Il cinguettio di uccelli ormai lontani.
Guardo e sorrido, nel meriggio al ciel,
al vetusto altar di quel sacro vel.
Scorgo la vecchia chiesa tra vicoli e viuzze…
dinanzi a me: il campanile del Peruzzi.
Dedito fu a Michele di Dio,
alla mia lustre Vibo, paese mio.
I miei occhi increduli e smarriti…
Cercano una storia cancellata.
Restano pietre e coscienze brade
di gloria e cultura dal cielo scolpite.
Non piango lacrime di fumo
ma stringo spine tra le mani.
Il mio cuore batte forte, e più non vola
la mia città come cera di candela scola…
Ciò che mi appartiene non è ancor perduto,
e con la spada al cuor va riconquistato.
Paese mio di valori sviscerato.
Da pupi e pupazzi governato.
Dimora di sogni e poeti,
profumi di ulivi e faggeti…
Mare e pesci in abbondanza,
ma di cultura e beni: la mattanza.
Non morirai per quattro briganti…
Tornerai agli albori splendenti.
Profumi ancora di vita e ginestra,
ed io ti ammiro dalla mia finestra.
Disteso tra collina e mare
Paese mio non ti potrò scordare.

Teresa Averta

 
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