UN CUORE DI SPINE

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Come Barabba
Ti guardo negli occhi
e mi chiedi:-
“O con me o contro di me”.
La mia lingua tace,
mi sento macchiato del “sangue del giusto”.
Vorrei sciogliere queste catene
della prigione dell’anima,
e bere ora
il calice della passione fino all’ultima goccia.
Il mio cuore urla di rabbia e di odio
in una folla di pensieri volubili e cattivi:
O mio Re, ho cercato di sbarazzarmi di te
che mi offrivi il tuo “giogo soave”
travolto da una turba insensata
di passioni umilianti,
di interessi blasfemi,
di affetti banali…
ho scelto di essere Barabba
per sentirmi uomo importante,
moderno e senza complessi,
senza tabù per essere all’altezza
leader sì, ma di quale salvezza?
Travolto e crocifisso
mi inchiodavano la verità,
la libertà, la virtù, la gioia,
l’umanità persa per quattro denari.
Cada il tuo sangue su me e sui miei figli
per lavare dal peccato le tenebre
che mi chiusero le porte della vita.
Eccomi ai tuoi piedi: li lavo di lacrime…
che non cesseranno finchè non diventeranno
perle di luce.
Voglio attutire con il mio dolore, il grido d’odio
che proviene dall’abisso della sofferenza.
Dio, è una turba che ti invoca nella mia voce.
Tu sei Re, liberami, perdonami
abbracciami come figlio su quella croce,
dove mi aggrapperò per esalare l’ultimo respiro.
Accetta questo mio povero amore
dentro a un cuore di spine.

Teresa Averta

(dedicato a tutti i cristiani che hanno subito ingiustizie)

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