L’ARTISTA E L’ANIMA-recensione di Teresa Averta- all’artista MASSIMILIANO DONNICI

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21743077_276622979506538_5635004591744846602_nDevo anzitutto confessare che ho atteso alcuni mesi prima di impegnarmi in una presentazione a favore del carissimo Amico Massimiliano Donnici, non certamente per qualche pregiudiziale artistica o altro ma, solamente, perché mi mancavano riscontri diretti con l’artista che ho conosciuto attraverso i Social e quanto prima, conoscerò di persona, non appena farà ritorno in Calabria. Tra me e Massimiliano c’è una profonda e sincera stima reciproca sia a livello artistico, sia a livello umano, e ci lega una meravigliosa amicizia, che mi auguro cresca nel tempo.

Ho appreso notizie biografiche essenziali quanto significative, per dire che lui è un giovane pittore e poeta, amante della cultura, in modo particolare della cultura e storia locale, ed è anche amante della buona musica: il suo grande idolo è Fabrizio De Andrè. Massimiliano ha una notevole venerazione per questo immenso personaggio, che è uno dei capisaldi della canzone d’autore italiana, nonché poeta e paroliere. I suoi personaggi e le sue visioni hanno accompagnato il nostro artista calabrese, per tutta la sua infanzia e adolescenza, e se lo porta dentro il cuore come un tesoro prezioso.

Se guardiamo Massimiliano dal profilo letterario, si può “leggere” da vicino la sua nitida, convinta e convincente, creatività poetica. Una risolutezza, la sua, certamente pulita, entro cui tuttavia anche gli impulsi sono forti (istantanei e motivati nel contempo), e anche i fermenti emozionali sono autentici (cioè senza amplificazioni retoriche). La sua scrittura è fresca e vigorosa… e quando lo leggo, provo una gioia particolare, che esprime la semplicità tipica dell’artista genuino dall’anima pura e bella.

Ama e canta la sua città di Pizzo -anche se vive nella splendida Genova- e così tutta la Calabria con cui ha un sodalizio strettissimo, ormai indissolubile, con le acque verdi-azzurre del nostro mare cristallino: direi che là, fra scogli e spume, ha deciso di lasciare la sua anima, e che da quella sua dimora riesce a mandare messaggi a noi, attraverso le sue poesie come “ritagli” eterni e fluttuanti di natura.

Sa ormai tutto del mare: ne conosce l'”anima” misteriosa, incostante, contraddittoria. Per lui la solidarietà verso l’affascinante e maestoso mare nostro, ove s’immergono le sue più limpide, giovani, primigenie emozioni, è la stessa ragione d’esistere come uomo e come artista.

Massimiliano ha gli occhi “puliti”, nel senso che è lontano sia dalla retorica del mondo, sia dalle chiacchiere di quartiere. Le sue opere poetiche lo dimostrano perché hanno necessità di esprimere il vero, i sentimenti, la storia di un popolo, la storia della sua famiglia, la sua gente, la natura, gli animali, la sua terra. Ama “pazzamente” i cani; ha un compagno fedele, di nome Merlino che cura e accudisce come un figlio.

Fedele a un linguaggio intensamente lirico, la poesia come anche la pittura di Donnici è un inno alla bellezza, alla bontà, alla freschezza, alla luce, alla religiosità e al silenzio della nostra terra; è un canto armonioso che suscita nell’animo sensazioni di freschezza e di serenità.

Anche dal punto di vista pittorico, c’è soltanto l’attitudine, la disponibilità dell’artista a esprimersi in modo diretto, senza l’intervento di quelle correzioni o di incertezze spesso riscontrabili anche nei dipinti più arditi. L’artista deve mettersi nella condizione pura di comunicare.

Il punto fondamentale è dunque questo: l’esistenza di un momento, in cui tutte le facoltà dell’artista si associano e si concentrano, nella totalità del loro potere di rivelazione iconica – artistica.

A me sembra che Donnici abbia raggiunto più volte questa condizione ideale, con le sue opere.

La bellezza e la novità di questo prezioso artista sono che mira non soltanto alla pittura, ma la esprime con parole scritte. Con la Poesia. Con la sua poesia.

Lavora con le lettere, con le parole che servono a costruire le figure di un mondo sibillino, come faceva Novelli con le sue piramidi e le sue scacchiere. Donnici disegna, e scrive. È non è semplice!

“La scrittura è arrivata dopo la pittura” -mi racconta- Massimiliano Donnici, che scrive da due anni a questa parte. La poesia esplode in lui, da quando è stata male la sua cara madre, e non c’è una ragione per cui scrive, si sento di farlo e lo fa… ed io aggiungo lo fa bene! “Con la scrittura -continua Massimiliano- “ io dò sollievo alla mia anima e il mio cuore si libera dagli affanni quotidiani.

La sua poetica è un meraviglioso diario dei fatti, delle occasioni, dei sentimenti, dei pensieri, delle sensazioni che si svolge e si snoda anche nei quadri, come sfogliando le pagine di un libro scritto con le sigle e con i colori, in un linguaggio di cui è evidente la chiave surreale.

Il personaggio è lui stesso, con la sua vita, con i suoi gesti, con le angosce, gli incubi, gli amori, gli abbandoni, gli entusiasmi, le stanchezze, i ricordi che significano più di ogni forma conclusa.

Massimiliano ha un grande dono, un carisma singolare che lo porterà lontano. Un artista che percorrerà tanta strada perché non obbedisce a schemi preconcetti: si rivela nell’integrità dell’immagine immediata, nel libero flusso di un procedimento inventivo, che fissa e rileva alcuni punti di valore, sul quale parola e colori si organizzano come per un moto naturale e spontaneo.

Si stabilisce così una sorta di continuità fantastica vibrante e attiva in ogni sua parte, e si ha subito l’impressione di un dialogo aperto, che avvince, poiché nasce da una condizione spirituale, assolutamente autentica.

È un artista particolare, che sorprende; un giovane talento tra i giovani artisti d’oggi, capaci, nonostante le mode collettive, di libere scelte.

Donnici è un nome che ritorna e che s’impone, come sempre, in silenzio, al di fuori dei miti del nostro tempo. Egli ci offre con amore e competenza un insegnamento indiretto sull’esempio dei valori morali, che sono impliciti nella sua opera.

C’è un nuovo modo d’interpretare se stessi, un nuovo tipo di analisi, che avvicina all’essenza, e che riassume nei simboli iconici, in compagnia della poesia, tutta l’arte del nostro Massimiliano Donnici. Il suo felice e importante cammino può definirsi un viaggio verso domini interiori da esplorare e da rivelare.

Dal suo “atelier” di opere in pittura e poesia scaturisce un “vedere” profondo, in cui si staglia tutta la passione che gli permette di inseguire la vastità del cielo, la freschezza dell’aria, la potenza del mare, l’immensità della natura, i ricordi e le reminiscenze della sua amata terra. Il tutto è orchestrato in un’altissima sinfonia nutrita di non comuni energie cromatiche e di un gradevole ritmo poetico.

Massimiliano pittore e poeta, conosce perfettamente, le regole della composizione, e fra il vedere e il sentire, fra il guardare e il tradurre, é sempre dominante quell’equilibrio, quella misura, quella trasmissione di sentimenti che sono attributi ricorrenti dei suoi silenziosi paesaggi, nelle sue figure storiche e religiose, e nei dipinti dedicati ai suoi cari.

Vi è in lui, la giusta e importante esigenza di alimentare un dialogo con le cose e con le persone che fa, appunto, dell’arte una significativa espressione dell’intelligenza dell’uomo, uno strumento finissimo di comunicazione, un linguaggio universale.

Grazie di esistere Massimiliano Donnici

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Recensione di Teresa Averta –10/05/2018-

 

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