A VERITA’

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Nu calabrisi, sulu na fimmana, avi ‘nto cori,
ma centu amanti ‘nte posti d’onori.

T. A.

QUALI PROBLEMI?

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Noi abbiamo il mare, il sole, l”anima e la terra…

IN CALABRIA NON MANCA NULLA!!!
Passate oltre…
Della serie campamu d’aria!!!

T.A.

PILLOLE DI SELFIE

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-Buon giorno Dottore!
-buongiorno Signora!
-in cosa posso esserle utile?
-ho un problema abbastanza serio
-mi dica…cara signora!
-non dormo più, non mangio più…ho sempre la testa tra le nuvole…
-cosa è che la turba?
-nessuno mi mette più i “like” su Facebook
-ah? Questo è grave!
-vede dottore!
-non vedo ma capisco
-dottore, pensa che guarirò?
-ma certo Signora!!!
-mi ordina qualcosa?
-si le prescrivo subito la ricetta…
-si grazie mio salvatore…
-allora faccia così: 20 selfie al giorno di cui 10 al mattino con le tette al vento, e 10 alla sera con le cosce de fora….e vedrà quanti LIKE prenderà…parola di Dottore!
-oh che meraviglia dottore…lei mi ridà forza e coraggio…
-la ringrazio…quanto le debbo per il disturbo?
-nulla, si spogli… che le spiego come deve farsi i Selfie.

Teresa Averta

 

UNA CAREZZA NELL’OCEANO

Ringrazio di vero cuore la mia grande e stimata Amica Rosella, che in occasione del mio compleanno, ha voluto farmi dono di questo prezioso dipinto: un suggestivo e meraviglioso angolo di paradiso. “Il mare e la spiaggia calabrese.” Mi son “tuffata” in questo mare Magnum…e ho descritto le mie stupende sensazioni.

Eccomi.
Una carezza
nell’oceano…
Amo l’immensità
E se fosse mia l’abbraccerei.
Respiro nuvole,
E se fossero di zucchero
le mangerei.
Sboccio come i fiori,
E se fossi vento
Li accarezzerei.
Mi accorgo
Che sono solo anima,
nel mio vasto azzurro.
È per questo alzo le vele
Per gonfiarmi e pretendere
Tutto l’Amore che c’è
D’intorno a me.
Un viaggio a colori
A cui non saprei resistere
Aprirò una Via…
Dove sembra che non ci sia…
Tra flutti e marosi
Navigherò…
Già vedo l’orizzonte
Lungo la linea del mio esistere,
Il mio sguardo squarcia il cielo.

Teresa Averta

-Dipinto dell’artista e maestra- Rosella Barbalaco

GUERRIERA NELL’ANIMA

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Lei, sempre a briglie sciolte,
guerriera dell’anima…a volte
doveva silenziare la sua mente,
e faticare pazientemente…
per riparare senza lasciar segno
pezzo dopo pezzo quell’immenso Cuore
rotto da uomini neri, senza colore.
Che grandi danni, fa l’ipocrisia
Che mescola, bene e male, senza fantasia.
Era bella dentro e nuda fuori
Respirava aria pulita da tutti i pori.
Non indossava maschere, le buttava via…
Perché era più bella la faccia sua.
Possedeva un solo abito in realtà
Ed era quando si vestiva della sua dignità.
Era testarda, strana e misteriosa
Ma il suo cuore era vergine come una sposa.
Non ha mai spento la luce a nessuno,
se non per accenderla più Forte,
e quando ha amato…
ha Amato davvero, e fino alla morte.
Una donna, una furia, non conosceva la stanchezza,
aveva anche sofferto, per uomini non all’altezza.
Ed Io che scrivo di Lei, ora ti chiedo:
-Uomo, credi di averla annullata?-
Buio definitivo per te.. sarà che hai perso,
per Lei sarà la più grande notte stellata!

Teresa Averta

La Satira Poetica di Teresa Averta

La satira, storicamente e culturalmente, risponde ad un’esigenza dello spirito umano: l’oscillazione fra sacro e profano. La satira si occupa da sempre di temi rilevanti, principalmente la politica, la religione, il sesso e la morte, e su questi propone punti di vista alternativi, e attraverso la risata veicola delle piccole verità, semina dubbi, smaschera ipocrisie, attacca i pregiudizi e mette in discussione le convinzioni.
Essa nasce tra il III e il II secolo a.C. ad opera di Ennio, e si può considerare il primo genere originale della letteratura latina, al contrario di tutti gli altri, di origine greca; Quintiliano affermerà: «Satura quidem tota nostra est».
La satira, in genere, nasce come una polemica diretta ad obiettivi mirati, molte volte con temi moraleggianti che riguardano i più svariati argomenti: questo succede perché non ha schemi fissi che le donano la rigidità tipica di altri generi, ma si basa interamente sullo stile dello scrittore.
Pe me la Satira è quella buona, artistica, quella composizione poetica, arguta, forte ma non offensiva, che evidenzia e mette in ridicolo passioni, modi di vita e atteggiamenti comuni a tutta l’umanità, o caratteristici di una categoria di persone o anche di un solo individuo, che contrastano o discordano dalla morale comune (e sono perciò considerati vizi o difetti) o dall’ideale etico dello scrittore.
Spero di riuscire a rallegrarvi un po’ lo spirito…in questo periodo di relax, chè non serve, sempre prendersi sul serio. Ridere degli altri, e anche di noi stessi, fa bene ed è terapeutico!!!
Il mio stile poetico che,usualmente,è romantico, seducente, dolce e avvolgente, questa volta sarà esilarante e gioioso.
Come ben sapete,l’uso dell’aneddoto, del dialogo e della favola è già presente nella mia poetica…e siccome non mi piace essere noiosa, amo sorprendervi ogni volta…

Vi abbraccio tutti, cari amici.

Buone vacanze a tutti voi!!!

UN MENESTRELLO INCOSCIENTE

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Quel menestrello, quel menestrello
avea la luna al posto del cervello…
un giorno poetava e l’altro recitava
e il giorno dopo la parola difettava.
Sì, perché il nostro fido menestrello
svolazzava come un destro uccello.
A tutti si mostrava gagliardo e saputello
era l’eroe di quel grande castello.
Di notte era amante seducente
di giorno, il sol bruciava la sua mente.
Era sempre al castello, a favellare
e i nobili sciocchi lo stavan ad ascoltare.
Sembrava alta la sua prosopopea
ma ogni tanto il mandolino si rompea.
Non era colpa sua, povero figlio
e a molti parea un candido giglio.
Le cortigiane mostravan tutto e anche le tette
per aver un suo cenno, facean le civette.
Quel menestrello, quel menestrello
per mettersi in mostra, di tutto facea…
ma ormai era l’alba e il sole splendea.
Mentre facea l’ultima serenata
il fato volle una giornata sfortunata,
dal cielo un raggio di sole lo colpì
e presto, presto il suo volto coprì.
Dall’alto del castello s’affacciò la principessa
che di bellezza e di cuore ne avea una ricchezza.
-Che fai Menestrello? Perché ti sei venduto?-
-E ora ti nascondi o vile sprovveduto! –
-Perdonate principessa non sono venduto
è che sono solo, un poco, sfortunato.
-a me non pare. Mi sembri solo un po’ rincoglionito.
-si principessa mia, qualche volta faccio voli pindarici
e sbatto con la fantasia.
-io ti sbatterei in prigione e ti farei mangiare dai leoni
e sarebbero sempre, quelli che tu chiami amiconi.
-ma visto che sei ingenuo e presuntuoso
non sei all’altezza di essere mio sposo
-ti ho visto, per tante donne, cantare e poetare
ma hai sciupato il tempo senza amare.
-Principessa mia, non ho il tempo sprecato
è che, mi piace tanto essere adulato.
-perfetto ora ti allontano per qualche mese,
sai come bello andare a quel paese!
-sei stato un menestrello incosciente
e ricorda: -chi Ama davvero non mente. –


Teresa Averta

-tratto dai testi “Musical Stupendella”
di Teresa Averta

 

VIVI IL TUO PRESENTE

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Non ti sei accorto
che sei di un altro pianeta…
che il sole ti fa l’occhiolino e ti sorride
e gli astri birichini ti danzano vicini…

non ti sei accorto bambino mio
che non sei di questo mondo
e piangi e ti disperi, e non lo sai
che la vita è tanto breve ormai.

Come puoi pretendere
un mondo migliore,
se tu angelo mio
provieni dal pianeta dell’amore.

Non ti sei accorto che il bene
è nascosto e non si vede
e Dio lo fa trovare
solo a chi ci crede…

Dove vuoi trovare
un’ oasi di pace,
se sulla terra, ognuno
ha la sua croce.

Non servono libri e poesie
e men che meno una mappa,
l’itinerario è la vita,
e da lì non si scappa.

Non cercare, bambino mio
non serve partire o arrivare
hai la natura intorno
e non ti puoi sbagliare…

Se proprio sei deciso
a diventare Grande
lascia fare a Dio…
e vivi il tuo presente.

Teresa Averta

UN SEGNO

 

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Uomo ritrova i tuoi mattini di alto volo
libera il cuore e pure le catene
non disdegnare un segno
ma schiudi le pupille al cielo,
e se perdessi la parola
accogli la gioia che la terra non ti dona.
Teresa Averta