I MIEI HAIKU

pablo21

L’Haiku, per la sua eccezionale immediatezza e apparente semplicità, venne riconosciuto come una vera e propria forma d’arte, grazie ad alcune opere di famosi scrittori giapponesi. Infatti nasce in Giappone nel XVII secolo e il suo esponente più grande è Matsuo Bashō  (1644-1694).
Nella concezione classica l’HAIKU è strettamente connesso con la natura, infatti al suo interno deve prevedere un riferimento alle stagioni (kigo) o alle parti del giorno (piccolo kigo); ciò nonostante un haiku senza Kigo non deve per forza  essere considerato privo di significato.
L’haiku quindi è un componimento breve ma intenso, che deve portare chi lo scrive e chi lo legge a guardare “oltre”, l’haiku e’ “raccontare quello che accade mentre accade”.  Chi compone lo haiku (haijin) non deve solo concentrarsi sulla brevità del componimento, ma soprattutto sulla profonda spiritualità insita nello stesso. “L’essenza” dello haiku è radicata nei tuoi sensi, nella tua capacità di vedere sentire, gustare, toccare, odorare. E’ nel potere insito in te di distogliere l’attenzione dal “tutto” e catturare “quella cosa” di cui vuoi parlare, andando oltre a ciò: creando un “vuoto” tutt’intorno ad essa, svuotandola di qualsiasi orpello ed abbellimento. Quello che rimane è solo “essenzialità”.

Teresa Averta

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